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“Non c’è nulla di male se una persona cerca di confutare gli insegnamenti e le pratiche di un gruppo religioso che ritiene in errore”.
(Svegliatevi! 8 settembre 1997, pagina 6)

venerdì 21 ottobre 2016

Gestire famiglie divise da un culto




Aiutare le famiglie a gestire un seguace di una "setta"
come la Watchtower

(dal sito aawa.co)

Cose interessanti che ho imparato nel corso della Conferenza ICSA 2016
By Lee Marsh on August 16, 2016

Una delle cose più interessanti che ho imparato alla Conferenza ICSA questa estate è che l'80% dei membri di una setta la abbandonano tra i 5 ed 7 anni dopo che sono stati reclutati nel culto. Questa
statistica è stato condivisa durante la presentazione di Rachel Bernstein.

Anche se Rachel considera la Watchtower una setta, non sono sicuro che questa statistica valga per la maggior parte dei Testimoni di Geova, perché molti di loro oggi sono nati in questa religione. Tuttavia, credo che questa statistica possa essere applicabile ai giovani testimoni che vengono
battezzati troppo presto e poi decidono di lasciare nella tarda adolescenza.




Ma la statistica è interessante se si applica agli adulti che si uniscono i Testimoni. Per i familiari non credenti, e che non hanno altri membri della famiglia coinvolti nella Watchtower, questo sembra essere promettente, perché c'è una buona possibilità che il nuovo Testimone lascerà nel giro di pochi anni senza bisogno di alcun aiuto.

Un'altra cosa interessante che ho imparato durante la conferenza ICSA era che alcune delle più grandi preoccupazioni che i familiari hanno circa il coinvolgimento dei loro cari nella setta sono:

1) interruzione della comunicazione 
2) disturbanti cambiamenti comportamentali 
3) disapprovazione da entrambi i lati e 
4) la sensazione di essere stati traditi.


Tutti i culti, tra cui la Watchtower, hanno un proprio linguaggio caricato. Più i nuovi adepti rimangono coinvolti nel culto, più la comunicazione con i membri della famiglia si rovina. Questo perché i nuovi membri della setta stanno cercando di prendere le distanze dalla famiglia che
disapprova il loro coinvolgimento. Questo accade anche a causa della lingua del culto, che si sostituisce alla normale comunicazione, dato che le due lingue parlate sono ora diverse. Il culto sta cambiando il significato delle parole, cosa che rende la comunicazione, con chi non è membro della setta, difficile.

Un altro problema è il cambiamento di comportamento del membro del culto. Una persona, che era un ubriacone prima di essere coinvolto in una setta, inizia a ripulire il suo modo di vivere e passare molte ore nella predicazione o per andare alle riunioni. Quello che è interessante di questo aspetto è che i familiari si abituavano ad avere un alcolizzato in casa. Molto tempo ed attenzione era focalizzata sul "problema" della persona. Così ora spesso ostacolano i cambiamenti e non sanno come trattare con il familiare coinvolto nella setta anche se possono essere felici del cambiamento da un certo punto di vista. Quello che può accadere è che i nuovi comportamenti, la mancanza di comunicazione e la rottura delle relazioni familiari diventano il centro dell'attenzione e possono portare la famiglia a cercare un aiuto professionale.

Purtroppo, i professionisti che a cui molte famiglie si rivolgono, sono sono troppo spesso inconsapevoli dei problemi sul coinvolgimento in una setta e potrebbero suggerire un atteggiamento "aspettiamo e vediamo", pensando che questa è una fase di cui la persona presto si stancherà o che i cambiamenti siano positivi e la famiglia dovrebbe esserne felice.

Al contrario, altri professionisti potrebbero cercare di focalizzare l'attenzione della famiglia su come riuscire a far lasciare la setta al loro familiare. Purtroppo, nella maggior parte dei casi, troppo poca attenzione viene data alle dinamiche di quel particolare culto, e come questo influenzi indebitamente i loro membri e li controlli socialmente.

Il mandato di tutti i professionisti è quello di "non nuocere" ai loro clienti. Quando consigliano i membri di una famiglia, il rapporto con gli appartenenti alla setta è molto più importante di quello che credono. Così è saggio per il professionista o il terapista fare tutto il possibile per mantenere e proteggere quel rapporto, in quanto questo è molto più efficace che affrontare una persona (non il membro di una setta) su specifiche credenze del culto o sui cambiamenti che la persona ha fatto.

I professionisti dovrebbero evitare di attaccare il leader della setta, dato che il leader non sarà l'unica persona a cui il nuovo membro è legato.

Se la famiglia sceglie di cercare di salvare il loro caro dal culto, ci sono alcune cose importanti da ricordare:

· Qualunque informazione si presenti loro deve essere rilevante. Mai attaccare direttamente la setta. Se la si deve attaccare, dimostrare il punto in comune con altre sette.

· Se si presentano delle informazioni senza averle comprese bene, questo potrebbe avere un impatto negativo sul vostro rapporto con un membro della famiglia

· La comprensione delle informazioni e della situazione richiedono tempo e impegno. Non si può semplicemente fare una ricerca superficiale sul "gruppo". Fate le vostre ricerche.

· E' importante valutare i bisogni emotivi e psicologici della persona che si sta cercando di aiutare.

· Chiedetevi: "Perché le persone sono in quel gruppo? Quali esigenze vengono soddisfatte che non trovavano altrove?"

· Create un ambiente familiare sicuro in cui la persona possa tornare.

Alcuni argomenti per terapisti e professionisti potrebbero essere:

· I metodi di indebita influenza e manipolazione psicologica
· Relazioni
· L'attrazione per il leader e i loro metodi per attirare la gente
· Le credenze o teologia del culto
· La salute del vostro membro della famiglia. Unirsi alla setta li ha aiutati ad abbandonare comportamenti autolesivi come fumare, bere e/o fare uso di droghe? La loro salute viene compromessa dalla mancanza di nutrizione o di sonno o la mancanza di cure mediche ?
· Entrare nel gruppo è stata una risposta ad abusi sia in famiglia che al di fuori di essa?
· C'è un elemento evidente di salvezza o di sicurezza all'interno del gruppo?

Ogni gruppo è diverso e questi cambiano e si evolvono nel corso del tempo. Le persone rispondono in maniera diversa al gruppo in base alle loro esigenze personali per entrare e rimanere. E non tutti
i gruppi sono dannosi.

Quando si lavora con i membri della famiglia i punti importanti da considerare con loro sono:

· Concentrarsi su luoghi e temi in cui si può essere d'accordo e non per discutere sui punti di vista
· Riconoscere che potreste avere un pregiudizio e quindi trovate un terreno comune

Attenzione alla "necessità di essere nel giusto". Non può sovrastare la necessità di essere felici. La necessità di essere nel giusto potrebbe finire a spingere la persona di nuovo nel gruppo più a lungo.

Come un partner di ballo, se fate un passo troppo vicino, loro dovranno allontanarsi. Ma se si fa un passo indietro e lontano dai loro attacchi, si spera che loro facciano un passo in avanti, più vicino a voi.



Traduzione a cura di Victor tratta dal sito in inglese: http://aawa.co/blog/helping-families-cope-with-a-cult-member/








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26 commenti:

  1. Ecco una risposta interessante per coloro che si chiedono quale sia il sistema migliore per "risvegliare" i familiari

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  2. Anziano riflessivo
    Condivido in parte il contenuto di questa ricerca.
    Considero una grossolana baggianata cio che viene detto circa il fatto che alcune famiglie si "abituano ad avere un alcolizzato in casa".
    Ma ci rendiamo conto di quello che viene detto: come si fa ad abituarsi a convivere con un alcolizzato; stessa cosa è dire si abituano a convivere con un tossicodipendente.
    Ci sono persone che grazie anche ad altre denominazioni religiose, hanno visto i loro familiari venir fuori dalla trappola del bere o della droga.
    Quindi la mia riflessione al riguardo è di non demonizzare l'intero operato dei tdg; poiché ci sono tantissime esperienze di persone che grazie all'operato dei tdg sono venute fuori definitivamente da vizi e dipendenze; le loro famiglie anche se non condividono le pratiche dei tdg e magari li definiscono una setta, sono ultra contente di vedere i loro figli, mariti, mogli ecc. cambiare radicalmente la loro vita

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    1. E' vero quello che dici. Ma se la smettiamo di guardare solo nelle pubblicazioni di jw.org e ci apriamo al mondo possiamo notare che:
      (sparo numeri a caso a titolo di esempio)

      - 10.000 (e mi sembrano troppi) tossicodipendenti sono usciti dalla droga grazie ai TdG (che li hanno aiutati a rivolgersi magari ad una comunità)
      -20.000.000 sono usciti dalla droga grazie a psicologi o comunità laiche
      -50.000.000 sono usciti dalla droga grazie a psicologi e medici

      quello che voglio dire è che le persone che abbiamo aiutato ad uscire da problemi gravi sono in numero minimo rispetto a coloro che ne escono per altre strade.

      Altresì abbiamo mandato incontro alla morte decine di migliaia di persone perchè ubbidissero a comandi di uomini (vedi trasfusioni, neutralità politica - per intenderci quella dove le armi NON sono contemplate - trapianti di organo rifiutati negli anni 60-70)

      Il bilancio costi-benefici dell'essere TdG è quasi sempre in negativo ANCHE SE ci sono state persone che indubbiamente ne hanno tratto beneficio... ma è troppo poco, in rapporto alle sofferenze causate, per vantarsi. Troppo, troppo poco. E lo dice uno che ha sostenuto l'organizzazione per 30 anni !

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    2. E meno male che la chiamano luce progressiva ...ma progressiva per chi e perchè che cosa ? ...che le scemate che ha fatto fare ai suoi fedeli, le altre organizzazioni religiose non se li sono neppure sognate.......canale di dio ? ...io lo chiamerei canale di se stessi.

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    3. qui vorrei raccontarti una cosa, caro anziano flessivo.
      Anni fa, una famiglia di parenti a me molto casa mi chiese di ospitare un figlio, per un periodo, ed io accettai con sincero piacere.
      Pochissimo tempo dopo, mi resi conto che il ragazzo aveva gravissimi problemi di alcool e droga, e parlai con la madre, fino ad allora mia carissima amica.
      Si inviperì e mi disse che dovevo farmi gli affari miei e di non fare parola con alcuno di quello che sapevo.
      A quel tempo ero una tg molto attiva, e mi resi conto che quella persona NON voleva che aiutassi il figlio a disintossicarsi, le interessava solo che coprissi il suo stato.
      In seguito il ragazzo, tornato a casa, fece qualcosa per cui ci fu bisogno di ricoverarlo e di farlo entrare in comunità, e riuscii anche a recuperare il rapporto con la madre. Ma per loro quel modo di vivere era talmente abituali, che non desideravano cambiarlo, e vi furono costretti solo dall'autorità giudiziaria per un reato che il ragazzo aveva commesso.
      Per quanto possa sembrare incredibile, volevano tenerlo così.

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    4. Ragazzi, quando leggete però cercate di andare oltre e capire il senso, perché spesso gli articoli sono tradotti dall'inglese e non sempre chi traduce, in questo caso io, non facendolo di professione, riesce a trovare l'esatto vocabolo da usare o l'espressione esatta per rendere perfettamente il senso del testo originale.
      In questo caso "abituarsi" alla presenza di un alcolizzato, da quello che ho capito, significa che la famiglia ha preso "familiarita" con il problema e sa cosa aspettarsi e sta cercando di gestire la situazione.
      Quando il familiare si converte ai tdg, o ad un'altra setta simile, pur vedendo dei miglioramenti da quel punto di vista, la famiglia rimane spiazzata. L'adepto del culto ora parla un linguaggio tutto suo, è immerso in attività di proselitismo e riunioni che gli lasciano meno tempo da dedicare agli affetti e viene scoraggiato dalla nuova associazione a frequentare amicine familiari che potrebbero "scoraggiarlo" dal frquentare la setta.
      Questa è una situazione che i familiari spesso non sanno come gestire, cercano un aiuto professionale ma spesso anche questi ancora non hanno ben chiare le dinamiche degli ambienti settari.

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    5. Riflessivo, il discorso del bastone e della carota può funzionare x gente che deve migliorare. Ma si dovrebbe ragionare e riflettere su dove porta veramente questa tecnica che attua la WT! Amio avviso serve solo a spremere sempre meglio la pecora. Un potenziale che coltiva, trattiene, e sfrutta. I cosiddetti miglioramenti dell'individuo, sono raggiungibili anche senza l'aiuto della WT.

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    6. il commento appena inviato è per "anziano riflessivo"

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  3. Eccomi, io sono uno di quell'80% uscito nel giro dei fatidici 7 anni!! Purtroppo uscito senza moglie, che invece è impermeabile a qualsiasi prova razionale. Abbiamo parlato a lungo due sere fa, ma lei ha una visione "spirituale"delle cose, vede oltre gli errori degli uomini. Se il CD insegna cose sbagliate o copre la pedofilia, pagheranno loro. Lei segue solo Geova e Gesù. Da questi ragionamenti non ne vieni a capo, inutile parlare di responsabilità individuale nel sostenere qualcosa di sbagliato. Se Geova lo permette, possiamo sopportarlo...

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    1. Comunque piano piano tua moglie potrà ripensare a quell'esempio riportato su una vecchia pubblicazione, quello della goccia di veleno nel bicchiere di acqua pura. Oppure potrà riflettere come il suo atteggiamento potrebbe quindi andar bene per qualunque cattolico o qualunque persona di altra fede religiosa…

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    2. Il nocciolo del discorso è: ha il Corpo Direttivo la guida di Dio quando si riunisce insieme come "schiavo", pregando per ricevere lo spirito ed essere guidato da Dio nel prendere le decisioni?
      Quando i Tdg, scaltramente, dicono che tutti possono sbagliare perchè imperfetti, quindi anche i membri del Corpo Direttivo possono sbagliare, stanno sviando il discorso.

      Nessuno pretende che i membri del Corpo Direttivo siano perfetti, presi "singolarmente". Ma quando si riuniscono e compongono quindi lo "schiavo fedele e discreto", quando pregano per ricevere la guida dello spirito di Dio... le loro decisioni sono giuste o no? Le loro decisioni IN QUESTE ESATTE CIRCOSTANZE vengono in fin dei conti da Dio o no? Se è possibile che si sbaglino ANCHE IN QUESTE CIRCOSTANZE, come possiamo allora distinguere la verità dall'errore? Come si può distinguere chi ha la guida di Dio o meno?

      E' questo il ragionamento da fare, spesso, io per primo, cadiamo vittima della tattica di "confusione" che fanno i TdG, dicendo che l'organizzazione e i membri del CD non sono perfetti.

      Ripeto, loro non sono perfetti. Ma le loro decisioni, prese quando si riuniscono e formano, a detta loro, lo "schiavo" profetizzato da Gesù che Lui avrebbe utilizzato per dare cibo spirituale, decisioni prese avendo pregato per avere da Geova la guida attraverso il Suo Spirito... sono giuste o no? Si possono sbagliare ANCHE in queste circostanze?

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    3. come il papa infallibile quando parla ex cathedra che può anche essere un immorale nella vita di tutti i giorni...un'invenzione geniale ripresa magistralmente dal cd!

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    4. x Tranquillo: il tuo è un caso difficile, perchè se tua moglie è così leale nonostante gli errori umani l'unica sarebbe intaccare le dottrine, ma tu passeresti per apostata. Perchè una sera non gli proponi di vedere un film... o meglio una conferenza di Biglino, non so se potrebbe essere una idea pericolosa, potresti tastare il terreno prima.

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    5. Grazie per i consigli. In certi momenti è veramente frustrante vedere come la logica viene bloccata. Mia moglie "sente" che questa è la verità
      Lo "sa" e basta. Geova le si è manifestato così tante volte nella sua vita che quello che fa è giusto per forza. Non se ne viene a capo e basta. Proveremo a convivere con il dissenso, non so se funzionerà.

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    6. Caro Tranquillo

      Se lei "sente" non è il momento di contrastare. Anche io in passato "sentivo" che tutto ciò era verità. Anni dopo sentivo dentro me tutto il contrario. Il tutto fa parte delle "connessioni universali" dell'animo umano. Io non so perché e come ma ho sperimentato più volte situazioni incredibili che evidenziano come in effetti siamo tutti mentalmente interconnessi.
      In questo momento lei è' sintonizzata sullo stesso pensiero dei credenti sinceri, e tutto le sembra ovvio e scontato. Passerà del tempo, ma prima o poi questa sensazione scompare. Oggi ti potrebbe tranquillamente negare l'evidenza. Trattala sempre con empatia e rispetto, arriveranno momenti migliori.
      Un abbraccio

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    7. Un articolo che leggevo tempo fa consigliava il modo migliore per "risvegliare" un familiare, che è quello di far vedere i comportamenti di altre sette. Ci sono diversi documentari interessanti che possono far rendere conto qualcuno, ad esempio "Meet the Mormons", "Going Clear", il film Spotlight.
      Fai passare del tempo e poi, che so... una sera proponi la visione di un docu-film davanti ad un cesto di pop-corn.
      C'è da considerare, comunque, l'eventualità che il familiare che vogliamo aiutare non si risveglierà mai. Purtroppo dobbiamo ingoiare questa pillola amara.

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  4. Riflessioni che non fanno una piega e farebbero riflettere seriamente tutti coloro che sono ben disposti....a riflettere...

    Ps. All'ultima assemblea è stato ripetuto che la fede, quella vera, quella che ti fa mettere in gioco la vita stessa, non è credulona...si si come no...
    Victor, un ragionamento limpido come il tuo butta giù il castello di sabbia in tempo zero. Chi non capisce è perché è cieco mentalmente

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    1. Ma l idea del nuovo mondo che è vicino ..è molto più potente del ragionamento di victor.

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    2. io credo che ognuno deve rispettare il pensiero dell'altro, tra coniugi si dovrebbe accettare l'idea che si è giunti a scelte differenti e che conseguentemente un nuovo equilibrio deve ricrearsi col contributo di entrambi specialmente nell'organizzazione di spazi comuni.

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    3. Beh, marcus... sai benissimo che con i TdG questa cosa del rispetto è veramente un campo minato: pretendono rispetto per le loro idee ma non lo ricambiano minimamente.
      Ora, nel caso di un coniuge, è ancora più complicato trovare un equilibrio. Il culto dei TdG, a dispetto di quello che dichiara, non unisce affatto le famiglie: il coniuge TdG avrà la vita scandita da continui impegni "teocratici". Se dovesse iniziare a venir meno a qualche adunanza, servizio di campo perchè il coniuge ex-TdG vuole, giustamente, prendere altri impegni, salirebbe la pressione degli anziani sul coniuge TdG, "preoccupati" della sua spiritualità. Il coniuge TdG verrebbe incoraggiato a "rimanere fermo" nelle sue posizioni per "amore di Geova", a far capire al coniuge ex-TdG che "Geova viene prima di ogni altra cosa".

      Quindi è veramente un lavoro doppio del coniuge non più TdG cercare di "risvegliare" il coniuge ancora indottrinato, cercando di rimanere quanto più rispettoso possibile.

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    4. e qui che il coniuge che non frequenta piu entra in gioco, si dice che "bisogna guadagnare il marito o la moglie con l'esempio", ci si aspetta che il coniuge tdg venga vessato, oppresso ed ostacolato,ora chi è intelligente sapra come ribaltare la situazione, e ribadisco l'importante e il rapporto equilibrato tra i due, se è un rapporto vero, non un matrimonio tdg di plastica, tipo quelli che si fanno tra tdg per non commettere fornicazione lol

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    5. per quel che riguarda il risveglio, questo va lasciato alla liberta dell'altro

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    6. Certo che va lasciato alla libertà, mica lo puoi costringere. Ma non tentare è come vedere uno che sta cadendo nel burrone e pensare che va lasciato alla sua libertà evitare il precipizio. Se puoi, cerchi di fare qualcosa.

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    7. Vero caro marcus, tutto giusto. Però è difficile l'equilibrio quando siamo considerati apostati, sleali a Geova,traditori, malati mentali, da odiare. Se cambiasse l'intendimento e mia moglie dovesse che so, limitare le sue relazioni con me, lo farebbe senza battere ciglio. Anche un matrimonio vero, durato 22 anni e sopravvisuto a qualche calamità, malattie e lutti, ti assicuro che scricchiola

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    8. Non ci hanno pensato due volte i genitori e i fratelli miei e di mia moglie a tagliarci fuori... e sono legami di sangue! Immagino che anche un coniuge indottrinato potrebbe fare la stessa cosa... purtroppo.

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  5. I testimoni di Geova fanno dire alla bibbia tutto e il contrario di tutto. Omettendo, aggiungendo, mettendo fra virgolette (l'ho notato in 1 o 2 Samuele quando Saul consultò una medium per parlare con Samuele. Loro lo indicano fra virgolette "Samuele". È la prova più che certa che le loro strampalate dottrine vengano prima della Bibbia

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