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“Non c’è nulla di male se una persona cerca di confutare gli insegnamenti e le pratiche di un gruppo religioso che ritiene in errore”.
(Svegliatevi! 8 settembre 1997, pagina 6)

lunedì 21 settembre 2015

Non disprezziamo chi soffre tra di noi...






Comprendere ed aiutare fratelli e sorelle in difficoltà


A volte  si sentono o si leggono  commenti di  fratelli che criticano in modo più o meno aspro o in modo più o meno sottile altri loro conservi  lasciando intendere che se ci  si lamenta non si è una persona matura e se poi, addirittura,  si manifesta il proprio  lamento in modo palese viene inteso come una critica agli Anziani o al Corpo Direttivo e quindi a Geova stesso. E' vero che la sterile lamentela come forma di protesta o disappunto non è di nessun beneficio nè per chi l'ascolta e neppure per chi la manifesta. Ma spessissimo questo viene confuso con...
il Lamento che invece è un'espressione di dolore persistente o la manifestazione più evidente di un dolore che attanaglia la stessa persona.
Il libro di Geremia chiamato LAMENTAZIONI in realtà è un Lamento dove Geremia esprime la profonda afflizione della calamita abbattuta sul popolo di Dio ed esprime il suo immenso dolore per la distruzione di Gerusalemme. Lam.1:16, 2:11. Nessuno pensa che tali lamenti siano sterili ma anzi dimostrano i genuini sentimenti di Geremia nei confronti dei suoi fratelli Israeliti per ciò che stanno subendo.
Quindi quando sentiamo o leggiamo commenti di fratelli o sorelle come per esempio qui nel blog o nelle congregazioni o in altre circostanze, dobbiamo essere accorti nel non dare un giudizio affrettato, ma di sapere distinguere la sterile Lamentazione dalla manifestazione di sofferenza o Lamento. Purtroppo come si nota sempre più frequentemente questa distinzione non viene fatta nè compresa  neppure da chi nella Congregazione dovrebbe invece essere accorto nel percepirla al fine di dare prontamente aiuto ai conservi cristiani, ma invece viene spesso etichettata come lamentela da parte di immaturi o peggio da contestatori dell'organizzazione o addirittura si viene marchiati come apostati.

                                          Quali sono le conseguenze?

Consideriamo che chi si Lamenta ha un problema che lo fa soffrire e che da solo non riesce a venirne fuori, quindi un aiuto che non arriva non farebbe altro che far peggiorare la sua situazione, immaginate un malato che soffre di appendicite o calcoli renali, arriva al punto che il dolore lo fa gridare forte e magari con espressioni che normalmente non userebbe, se persistesse in tale situazione potrebbe alla fine morire. Immaginate un medico che si rifiutasse di curarlo perchè dal suo punto di vista con si comporta decentemente e gli da fastidio sentire le continue grida, rifiutandosi cosi di curarlo, che pensereste di tale medico?  I Conservi come qui nel blog che esprimono i lamenti di avversità subite  possono essere a ragione veduta considerati malati bisognosi di cure, invece di criticarli dovremmo avere il pensiero di Cristo che è venuto per guarire chi soffre Luca 5:31,32. Mostrare insensibilità o dare motivi errati al dolore dei nostri conservi può metterci in una condizione pericolosa di fronte a Gesù poichè non solo non manifesteremo la stessa sua attitudine, ma questa stessa attitudine ci impedirebbe di fatto nel  fare delle azioni pratiche che possono essere di aiuto ai nostri conservi.

Ma  vi è anche un tipo di dolore dovuto ad un peccato nei confronti di Geova, questo crea un tale peso nell' intimo che  diventa una angoscia continua, una profonda afflizione che distrugge sia il corpo letteralmente che la sua emotività con gravi conseguenze, perchè vi è la consapevolezza di avere deluso Geova, a cui  tanto hanno sacrificato e dedicato la  vita per amore suo . Anche costoro in tale circostanza si trovano come in letto di malattia, bisognosi di cure, la cosa può aggravarsi quando vicino a loro possono esserci persone insensibili che certo non migliorano il suo stato, ricordiamoci dell'esempio del medico su citato.

         L'esattore ed il Fariseo nella parabola di Gesù.

Ricordiamo  Luca 18:9-14 dell'esattore di tasse e del fariseo? Certamente si, ma ci siamo mai soffermati e messi nei panni dei due personaggi? L'esattore provava rimorso e grande dolore per aver deluso Geova, egli lo ama non gli è indifferente, riconoscendo il suo peccato questo non gli permetteva addirittura di alzare gli occhi. Mentre il fariseo in modo saccente ostenta la sua giustizia in modo irritante e disprezza il peccatore in modo presuntuoso, sentenziando da se stesso come se fosse il giudice su  chi è il giusto e chi è invece il peccatore.   Ma Gesù disse alla fine che solo il peccatore era giustificato.

Noi, chiediamoci in quella circostanza trovandoci vicino un peccatore come avremmo reagito? Noi, trovandoci accanto ad un peccatore malato spiritualmente come reagiremo o come abbiamo reagito in passato? In base alla nostra risposta sappiamo cosa può pensare di noi Gesù. Oppure altri possono invece parlare  in modo esplicito del suo dolore come se gridasse la sua sofferenza a tutti , come se fosse una richiesta di aiuto per la sua condizione di malato spiritualmente parlando, come agiremo in questo caso ? Geova è insensibile al grido di dolore dei suoi servitori? Assolutamente no come nel caso degli Israeliti egli non è insensibile, infatti cosa disse a Mose Eso.3:7,8   e Luca 18:7,8 , e come sappiamo Lui non cambia. Anzi possiamo dire che certamente Egli ha maggiormente cura di chi è malato o sta soffrendo sia per  torti subiti o per errori commessi anche gravi se è dispiaciuto. A tal proposito un esempio ci può aiutare a capire meglio il punto.


Giochi Olimpici di Barcellona 1992

Derek Redmont era il favorito alla medaglia d'oro nei 400 metri. Ma le cose non sempre vanno come ci aspettiamo che vadano, al 17 secondo dopo appena 150 metri Derek senti un dolore lancinante....., in agonia cadde a terra con un tendine lacerato, però determinato a finire la gara si rialzò e continuò. Da una parte si avvia un uomo e superato il muro della sicurezza si avvicina a Derek, era suo padre. Iniziò a sostenerlo mentre lo accompagnava alla fine, "Non è necessario che tu lo faccia" gli disse il figlio. " Si invece" replicò il padre, "finiremo la corsa insieme !" . Poco prima della linea di arrivo il padre di Derek lo lasciò andare in modo che completasse da solo la sua corsa.  Una folla di più di 65.000 persone si alzò in piedi commossa con una grande ovazione. Qualcuno disse: Questo è lo sport!.

Abbiamo compreso con questo esempio come la pensa Geova? Quando un suo servitore ha una sofferenza, un problema talmente grave di impedirgli di continuare la corsa, egli non se ne sta in disparte ma si abbassa ad andare incontro verso un suo servitore che in quel momento ha bisogno di aiuto e lo sostiene, e se uno è restio al suo aiuto perchè si considera indegno egli risponde, "Si invece". Egli ti sosterrà fino a poco prima della fine affinche tu da solo possa tagliare la linea del traguardo. Si, questo è il nostro grande e magnifico Dio. E che dire degli angeli?  Sono forse invidiosi o giudicano Geova troppo tenero pensandola allo stesso modo di Satana con Giobbe, addirittura aiutare  un peccatore, un malato spirituale? Assolutamente no! Questi nostri meravigliosi e straordinari  compagni d'opera pensano invece di manifestare il loro entusiasmo e il loro plauso, con grida di gioia Luca 15:7,10, se sono cosi euforici se un peccatore si pente proviamo ad immaginare cosa devono provare se giunge sino alla fine, dovrebbe essere uno spettacolo indimenticabile di grandiosa esultanza.
 

  Lamentazioni o Lamentele come distinguerle.


Ma qualcuno può chiedere ma come possiamo discernere i Lamenti dalle Lamentazioni ? Un aspetto è che le Lamentazioni fine a se stesse sono sterili, insensibili, fredde,  sono dette consapevolmente e calcolate per enfatizzare una  protesta o disappunto non essendo di nessun beneficio nè per chi l'ascolta e neppure per chi la manifesta. Qualcuno allora può pensare che nel dubbio è meglio non agire, cosi non si fa del bene ma soprattutto non ci si fa del male essendo coinvolti in forme di protesta. A questo proposito può venirci in aiuto una illustrazione:
"" Un uomo di nome Tizio, incontra il suo vicino Caio in ginocchio intento a cercare qualcosa, "cosa stai cercando Caio?", La mia chiave, l'ho persa. I due uomini inginocchiati insieme cercano la chiave . Dopo un pò Tizio chiede al suo vicino Caio, "Dove l'hai persa?",  a casa risponde Caio, "santo cielo ma allora perchè la cerchi qua?", Caio risponde; perchè qui c'è più luce!""  Quante volte leggiamo  nella Bibbia e nelle TG di manifestare amore, addirittura di cogliere ogni opportunità per manifestare amore, questo bellissimo sentimento, magari speriamo che ci capiti l'occasione per farlo, ma poi quando l'opportunità è a portata di mano andiamo da un'altra parte, perchè fare cosi è più comodo non ci espone a probabili problemi, andiamo dove c'è più luce , dove è più sicuro, magari facendo grande manifestazione di disponibilità ma ingannando in effetti noi stessi, chi ci sta vicino e chi avrebbe bisogno del nostro aiuto.

Quindi non disprezziamo mai  chi soffre anche se in quel momento lo manifesta in modo non opportuno, o non nel modo giusto secondo i nostri canoni, non pensiamo di essere noi i giusti,  non giriamo mai la testa dall'altra parte facendo finta di non vedere o di non sapere, poichè alla fine tutti renderemo conto di noi stessi, dei nostri pensieri ed emozioni oltre che delle nostre azioni dirette siano esse cattive o siano esse buone, perchè alla linea del traguardo non ci arriveremo mai se penseremo di farcela con le nostre sole forze, ma riusciremo o solo grazie all'aiuto di Geova, ricordandoci che è buono che noi amiamo Geova, ma è fondamentale ciò che Geova pensa di noi ed è essenziale che soprattutto sia Lui ad amare noi.

Da un collaboratore



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2 commenti:

  1. Si potrebbe ragionarne per ore...

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  2. Chissà cosa ne pensano i lettori del blog... è stato uno dei primi articoli....

    RispondiElimina

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