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“Non c’è nulla di male se una persona cerca di confutare gli insegnamenti e le pratiche di un gruppo religioso che ritiene in errore”.
(Svegliatevi! 8 settembre 1997, pagina 6)

martedì 23 agosto 2016

Fuori dalla bolla



Il mese scorso ha segnato tre anni da quando ho dato le dimissioni da servitore di ministero, gettato via la mia cravatta e ho lasciato la religione in cui ero stato praticamente tutta la vita. Sono uscito da un culto coercitivo e, per così dire, sono entrato in uno strano, nuovo mondo.
Uno sguardo al mondo “al di fuori della bolla” ha rapidamente suscitato in me sensazioni e sentimenti che io definisco come “rinviati”. Se hai perso una persona cara, subito una separazione, sofferto di ansia o depressione come Testimone di Geova, ti è stato probabilmente detto di pregare per avere l’aiuto di Geova, leggere la Bibbia o cercare consiglio da parte di membri “maturi” della congregazione.
Tutte le emozioni naturali che si agitano dentro la mente di una persona non vengono mai veramente elaborate. Invece, sono respinte o “rimandate”. Perché, d’altronde, prendersi la briga di affrontare questi traumi quando la risposta a tutti i nostri problemi è un utopico futuro paradiso?


Qui negli Stati Uniti, nel corso delle ultime quarantotto ore, abbiamo visto due raccapriccianti episodi di brutalità della polizia che hanno scatenato il dibattito politico sulle relazioni razziali in questo paese. Le proteste pacifiche che sono seguite sono degenerate in violenza quando undici poliziotti sono stati presi di mira (cinque morti) a Dallas, Texas.
Anche se si è fisicamente lontani da queste tragedie, la violenza insensata e la perdita di vite umane suscita naturali sentimenti di tristezza, lutto e anche rabbia che dobbiamo elaborare in modi emotivamente sani. Tuttavia, per un Testimone di Geova ancora prigioniero del suo indottrinamento, queste tragedie senza senso servono solo a rafforza la sua convinzione che l’umanità ha veramente bisogno del promesso utopico paradiso.
I sentimenti di tristezza o rabbia vengono repressi e seppelliti nella sua mente. Qualsiasi naturale senso della giustizia viene soffocato, anche l’esprimere indignazione per un’ingiustizia è considerata una violazione della neutralità del “vero cristiano”. Geova è l’unico che può portare qualsiasi cambiamento reale in questo mondo e anche solo il pensiero che noi gracili esseri umani possiamo fare qualcosa per migliorare la nostra condizione viene vista come un’eclatante mancanza di fede.
Se consideriamo che coloro che lasciano questa religione hanno probabilmente subito questo tipo di indottrinamento per molti anni, non c’è da meravigliarsi che molti di noi hanno un inizio emotivamente stentato quando arriviamo in questo “strano nuovo mondo”.

Imparare a sentire di nuovo





Una delle prime cose che ho imparato è che tutte quelle “persone del mondo” che consideravo come “destinate alla distruzione” sono in realtà madri, padri, sorelle, fratelli e amici. Proprio come me, anche loro sono preoccupati di crescere i loro figli e di garantire una buona vita per le loro famiglie. Quando si verifica una tragedia, si sentono tristi, arrabbiati e depressi, ma non si concedono il lusso di rimandare le loro preoccupazioni ad un ipotetico futuro. Devono vivere “nel presente”.
A volte queste emozioni stimolano in loro una forma di attivismo o di protesta, ma anche se non lo fanno, per lo meno si innesca un certo tipo di introspezione e auto-analisi. Come Testimone di Geova, questo tipo di auto-consapevolezza è quasi inesistente dato che qualsiasi energia in grado di farci prendere cura di noi stessi emotivamente viene rapidamente consumata dall’incessante bisogno di mettere gli “interessi del regno” al primo posto nella propria vita. E’ quasi come se dobbiamo imparare a sentire di nuovo e riconoscere che è normale sentirsi tristi per una tragedia a noi lontana, e non solo nelle tragedie che interessano altri Testimoni di Geova.
Dopo aver lasciato la setta, ho perso molte relazioni che avevo da una vita. Ho avuto la fortuna di fare nuove amicizie con persone meravigliose che si interessano genuinamente di noi. Ma, devo ammettere, che alcuni aspetti di queste nuove interazioni sociali sono state imbarazzanti in un primo momento. Ad esempio, i compleanni e tutte le abitudini ad essi associati sono convenzioni sociali normali per quasi tutte le persone che non sono Testimoni di Geova. Il nostro indottrinamento ci aveva insegnato che i compleanni non sono altro che l’indulgenza di persone egoiste con un bisogno compulsivo di essere esaltati dai loro coetanei.
Dato che non ho mai festeggiato il mio compleanno, non sento alcun legame emotivo o nostalgia per questa abitudine. Per molti dei miei nuovi amici, invece, i compleanni sono una cosa fantastica. Non per motivi egoistici, ma perché è l’occasione per celebrare le benedizioni di questa vita. Loro vogliono festeggiare il mio e si aspettano che io partecipi ai loro. E’ una parte così normale della loro vita che è sembrato strano quando io non mi sono mostrato entusiasta come loro su questa abitudine. Mi sentivo come il personaggio “Sheldon” della Sitcom americana “The Big Bang Theory”, cercando di adattarmi a tutte queste convenzioni sociali che sentivo estranee.
Tre anni dopo, sono arrivato ad apprezzare l’opportunità di celebrare la vita con le persone a cui tengo. Anche se alcuni aspetti di feste come il Natale e il Ringraziamento sembrano ancora strane per me, sono davvero ansioso di parteciparvi. Apprezzo anche quello che molte di queste celebrazioni significano per i miei amici, e mi sento onorato che desiderino condividere queste esperienze con me.

Hai un’opinione? Anche questo va bene

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Nel corso di questo ultimo anno, ho partecipato alla mia prima manifestazione politica e votato alla mia prima elezione, ed è stato grande. Per anni, mi era stato insegnato che l’attivismo politico era inutile e dovevo permettere alla mia mente di essere “plasmata da Geova”. Ciò che succede quando ci si sottomette a questo tipo di controllo è che perdiamo la nostra capacità di pensare in modo critico e seguiamo i capricci di gente del calibro di Anthony Morris III, la cui idea di attivismo si riduce ad adottare uno stile di abbigliamento ridicolo e incoraggiare i bambini a sacrificare la loro vita per difendere la dottrina anti-sangue della Watchtower.
I video del Congresso 2016 della Watchtower hanno reso molto chiaro che avere un opinione che non si allinea alle politiche dell’organizzazione può rivelarsi dannoso per gli eventuali dissidenti. Rischiamo di perdere la nostra famiglia e i nostri amici, con lo stigma che segue dell’essere etichettato come “apostata”. Dal momento che, come Testimone di Geova, essere politicamente coinvolto ha poco senso, ero riluttante nell’essere coinvolto in qualsiasi tipo di attivismo come ex-TdG.
Una volta che ho lasciato la Watchtower è diventato chiaro che ero adesso parte di una comunità molto più ampia. Una che è molto informata su questi problemi. Spesso vi sono una miriade di idee e opinioni e molto poco consenso, ma a differenza dell’approccio di alto controllo e repressione della Watchtower, questa comunità incoraggia la discussione.
E’ bene avere un parere sulle politiche di governo, sulla religione, sulla fede e sulle questioni sociali. Va bene pensare che siamo in grado di influenzare il mondo in cui viviamo e lottare per maggiori opportunità e una vita migliore. Solo perché non possiamo vivere abbastanza a lungo per vedere questi obiettivi realizzati, non significa che non dovremmo cercare di perseguire il cambiamento.
I temi politici o religiosi possono creare divisioni, e spesso non sono buoni da affrontare a cena, ma va bene che si abbia un parere proprio. Per tutti gli aderenti alla Watchtower essere di “un solo pensiero” richiede la completa repressione dei propri pensieri e sentimenti. Come vi direbbe qualsiasi professionista di salute mentale, reprimere i propri pensieri e sentimenti è estremamente dannoso per la psiche umana.

Cosa è normale?





Certo, ci sono cose che sento ancora come strane. La vita all’interno di un culto per molti versi si muove più lentamente rispetto al “mondo esterno”. Mi sono spesso chiesto: potrò mai sentirmi normale? Ma cosa è normale in realtà? Ed esiste una cosa simile?
Potrebbero esserci un sacco di risposte a questo articolo, ma una delle cose che ho imparato dopo aver lasciato la religione è che non importa quanto simili i fattori esterni possano sembrare, la nostra esperienza personale con i nostri sentimenti e le nostre emozioni sono ciò che ci rende individui unici. Tra queste esperienze, esiste un grande spazio per la varietà. È per questo che alcuni lasciano il culto solo per ritornarvi per paura di perdere la famiglia, mentre altri non si guardano più indietro.
Alcuni lasciano la setta e scelgono di vivere una vita tranquilla, rifiutandosi di essere disturbati con qualsiasi cosa abbia a che fare con questo culto, mentre altri perseguono una vita di dedicato attivismo, nella speranza di aiutare altri a svegliarsi.
Qualunque sia il nostro caso, una volta che siamo usciti dalla “bolla” abbiamo bisogno di cercare quei sentimenti ed emozioni che abbiamo rinviato. Nascosti da qualche parte nella nostra mente, quei sentimenti devono essere elaborati prima di poter iniziare a sentire e pensare come individui, non come gruppo. Alcuni di questi sentimenti potrebbero essere scoraggianti e scomodi. Non saranno tutti pensieri felici, questo è sicuro. Potresti desiderare di lavare via a schiaffi il sorriso compiaciuto dalla faccia di Anthony Morris ogni volta che vedi una sua foto. Puoi arrivare ad elaborare questi sentimenti anche senza l’aiuto di un consulente professionale o terapeuta.
Basta non preoccuparsi eccessivamente se ti sentirai mai normale. Sii felice del fatto che la vita al di fuori della bolla ti permetterà di stiracchiare queste gambe emotive. Elabora queste emozioni e scoprirai che cosa è davvero “sentire”, svincolato dal peso dell’indottrinamento.
“Finalmente liberi, finalmente liberi”.
Un post di James Sequoia
Traduzione a cura di Victor
Leggi un precedente articolo di James per JW Survey qui: Lascia che i morti seppelliscano i loro morti


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42 commenti:

  1. Un'altra storia vera, ci racconta altri punti di vista....

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  2. Per me sono nove mesi da quando ho smesso di frequentare. E' stato un periodo di grandi scossoni e aggiustamenti negli equilibri famigliari, con mia moglie che è lealissima all'organizzazione. Ho imparato tante cose, ma ho impiegato tanto a capire quanto sia profondo l'indottrinamento, quanto siano subdoli i metodi impiegati. E' una setta, e ci ho messo parecchio a riconoscerlo totalmente.
    A differenza dell'autore non sono nato tdg ma mi sono battezzato già adulto e padre di famiglia. Il mondo fuori dalla setta non è nuovo per me. Mi ha comunque colpito come i vecchi amici e conoscenti, quelli per cui non avevo fisicamente tempo, siano pronti a riabbracciarti senza giudicarti. Già, il giudizio dei tdg pesa addosso. Sleale traditore insano mentalmente, cosa sono esattamente per loro?
    Non importa, importa riprendersi il proprio equilibrio e le proprie scelte.

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    1. Antonio ex Rosario25 agosto 2016 23:14

      Tranquillo scrivimi abbiamo molte cose in comune
      John dovrebbe avere il mio indirizzo.Ti stimo Tranquillo.
      Antonio ex Rosario

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    2. Ciao Antonio, lo farò. Anch'io ti stimo e stimo tutti gli utenti del blog. Ancora un grazie a tutti per quello che scrivete e condividete, informazioni, esperienze, emozioni. è un grande aiuto nella lunga fase di presa di consapevolezza e di uscita dalla Torre....

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  3. Riflessivo
    Penso sia fuori luogo questa richiesta, comunque se potreste aiutarmi.....
    Vi chiedo se è possibile sapere durante quale fase del fatidico congresso 2016 è stata pronunciata la frase "anche se non fosse la verità sarebbe comunque il modo glior modo di vivere".
    Crderemi ho davvero bisogno di saperlo visto che mi son perso gran parte del congresso
    Grazie mille

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    1. E' un mantra che i TdG ripetono spesso e se chiedi loro ti confermeranno, non c'è bisogno che venga detto al congresso.

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    2. Antonio ex Rosario25 agosto 2016 23:15

      Purtroppo me lo ripetevo anche io...e ne ero convinto!

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  4. riplendersi il proprio equilibrio è possibile! e li che ci aspetta! Basta solo volerlo,

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  5. Posso solo essere TOTALMENTE d´accordo con il post di oggi!
    Mi sono dissociato un anno e mezzo fa e da quando sono fuori la mia vita é magicamente diventata "normale"; chiaramente la fase del ritrovamento di me stesso é durata un po´ma non ha tardato ad arrivare.

    Ho dovuto imparare come si rapportano le persone, non "del mondo" ma semplicemente "normali". Il fatto che fuori ci sia gente che fa uso di droghe e che inganna gli altri non giustifica la mentalitá della congregazione dei Tdg, dove per altro si viene perennemente ingannati e dove il rifugiarsi nel "regno di Dio" é una vera e propria droga che spegne i sentimenti sinceri, reprime e causa dissonanze cognitive che a lungo termine portano a vere e proprie nevrosi ansiose e psicogene, esperienza personale.

    Ho acquisito amicizie che davvero mi hanno insegnato moltissimo e che si sono dimostrate tali nei momenti di necessitá, non sono mai stato lasciato per strada dalle cosidette "persone del mondo" a differenza dei Tdg che ti aiutano solo a delle consdizioni ben precise altrimenti sono affari tuoi.

    L´importanza di potersi sentire liberi e di esprimere la propria opinione anche in fatto di politica é notevole: viviamo su questa terra e non possiamo starcene passivi a subire cio´ che accade quando in realta´ in un certo qual modo potrebbe essere colpa nostra; abbiamo la responsabilitá di esprimerci.

    Le dinamiche sociali, anche in campo affettivo, non sono criptiche,´non ci sono dogmi, o ci si piace oppure no, le storie si intraprendono e finiscono come é normale che sia nel corso della vita di una persona, nessuno é obbligato a subire qualcosa che lo fa stare male.

    Posso dire di non aver impiegato molto tempo a riprendere in mano le redini della mia vita ma soprattuto a diventare "normale" con la consapevolezza di aver vissuto un´esperienza molto pesante che la maggior parte non ha vissuto e che quasi sicuramente mi ha reso piu´maturo di molti altri.

    Ovvio che ognuno di noi si debba confrontare con il pensiero e la paura della morte e si cerca continuamente di esorcizzare anche questo nei Tdg; io ho comunque mantenuto un rapporto con Dio e credo che quando arrivi il mio momento LUI saprá cosa fare, che sia la risurrezione o l´anima in cielo poco conta e a poco serve conoscere il motivo della nostra condizione: LUI desidera che ORA viviamo cercando di creare il nostro percorso con serenitá, quello che succederá poi lo sa solo LUI e chi lo desidera puo´mettersi nelle sue mani, questo é sufficiente.

    Sto scrivendo un breve libro sulla mia esperienza di uomo praticamente nato tra i Tdg e venutone fuori in etá adulta, vin informo non appena sará ultimato.

    Oggigiorno la libertá é gratuita ma non te la regala nessuno, te la devi guadagnare

    Grazie a tutti e un cordiale abbraccio

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    1. caro distaccato, ogni tanto ci aggiorni sulla tua vita e siamo contenti che sia incanalata su normali binari di persona serena.
      Un caro abbraccio.

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    2. "Ovvio che ognuno di noi si debba confrontare con il pensiero e la paura della morte e si cerca continuamente di esorcizzare anche questo nei Tdg"

      La vera pace e l'equilibrio si trova nella vita, a mio avviso, quando si viene a patti con la propria mortalità. Quando si realizza che abbiamo un tempo limitato allora si mette da parte tutto quello che è uno spreco di tempo e gli obiettivi vani e si perseguono quelli che realmente riescono ad arricchire e soddisfare la propria vita, e questo vale per i rapporti con le altre persone, con il lavoro, con l'istruzione.
      E ricordiamo che una cosa non è bella perchè dura per sempre. La vita può essere fantastica e soddisfacente pur essendo limitata. Certo, se è una vita di rimpianti e di aspirazioni rimandate in nome di un qualche futuro e utopico paradiso magico l'abbiamo gettata al vento, e allora si che vivremo male.

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    3. Gentile Victor,

      il tuo commento mi piace moltissimo!
      " E ricordiamo che una cosa non è bella perchè dura per sempre"

      Questa affermazione la trovo illuminate

      Grazie

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  6. Caro Tranquillo, io ti considero una persona " egodistonica" come lo sono anch'io. Ma sarebbe molto peggio essere egosintinici come tanti tdG.
    Riporto quello che la Dott. Elena Cimarosti scrive sul sito "psicosentieri":

    " I termini egosintonico ed egodistonico sono due aggettivi che non indicano una categoria di disturbo psichiatrico o psicologico bensì una qualità che qualsiasi disturbo può assumere (o l'una, o l'altra).

    Il termine egosintonico indica qualcosa che è in sintonia con i bisogni dell’Io mentre il termine egodistonico rimanda esattamente al contrario, ovvero a qualcosa che nell'io che non è in armonia. Se un disturbo psicologico è egosintonico molto tendenzialmente non provocherà sofferenza al soggetto perché è come se quel disturbo fosse diventato una parte della sua identità.

    In psichiatria i disturbi di personalità sono difficilmente diagnosticabili proprio perchè non vengono considerati problematici da parte dell'individuo bensì sono gli altri significativi che segnalano un disagio nella relazione con il soggetto. E' come se quest'ultimo indossasse un paio di occhiali che gli fanno vedere una realtà nella quale il suo rigido modo di comportarsi è corretto e sono gli altri ad essere "diversi e poco comprensibili". E se io penso di essere nel giusto, chi me lo fa fare di cambiare? E' come se quel mondo, per quella persona, fosse "il migliore dei mondi possibili", per dirlo alla Leibniz.
    Ovviamente lo sviluppo di un disturbo di questo tipo è legato a particolari condizioni di vita che inizialmente rendono necessario quel modello di comportamento. Il problema sorge quando tale modello si irrigidisce e permane anche quando non è più utile, complicando la vita alle persone che si relazionano con chi è portatore del disturbo.

    Un disturbo o un tratto sono egodistonici, invece, quando causano un disagio al soggetto. E' il caso per esempio di un disturbo alimentare che viene mal tollerato da chi ne è affetto. Il soggetto sente di non essere a posto, di avere qualcosa che non gli appartiene, di avere un "difetto" che lo mette in difficoltà invece che aiutarlo a realizzarsi.
    Un disturbo psicologico egodistonico è più facilmente diagnosticabile perchè è il soggetto ad essere motivato a cambiare qualcosa (quindi più facilmente chiederà aiuto). Questo non coincide automaticamente con una prognosi positiva, tuttavia indica sicuramente la disponibilità da parte dell'individuo ad una riflessione su di sè e sul modo in cui sta conducendo la propria vita".

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Marco un analisi impeccabile e per te distaccato un augurio che la tua vita sia sempre piena di soddisfazioni.abbiamo constatato un po' tutti quell insostenibile leggerezza Dell essere quando la bolla e scoppiata,abbiamo messo le ali per cosi dire e imparato a volare secondo la nostra direzione e abbiamo compreso cosa vuol dire la parola libertà.ci pensiamo amici?io ci penso sempre perché ognuno di noi nel suo viaggio introspettivo l ha potuto sperimentare di non essere piu schiavo di un modo di vivere pieno di inutili divieti che ci faceva ammalare l anima fino a morire,imposizioni,regole insensate tutto ciò che ci rendeva infelici e prigionieri.non essere più in quella bolla ci ha fatto assaporare il senso della vita,coglierne le cose piu belle e più dolci e ciò ci rende sempre più gioiosi e finalmente piu sereni.

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    2. Grazie Ema79 per l'augurio!

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    3. Di nulla caro.a rileggerti

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    4. Scusa te ma la frase di"fare dolci carezze"a morris 😆 mi avete fatto crepare dalle risate...se serve posso dare il mio contributo😂

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    5. Ciao caro Marco, ci sta, mi calza come definizione. E in effetti sono portato all'introspezione. Così come il dubbio è sempre presente. Dubitare che mi ha anche portato qui. W il dubbio! Mia moglie invece è chiaramente egosintonica, è nata con la ragione incorporata e con una visione in bianco e nero.... E essere tdg da questo punto di vista le calza così bene

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  7. Ciao anonimo riflessivo io non ho assistito al congresso...ma questa frase l'ho già sentita da un fratello con incarichi importanti...le sue parole: "Come è andata è andata ...alla fine ci è andata bene". Nulla di nuovo....molti sanno ma.....in mezzo c'è l'oceano.

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  8. Caro Marco,

    molto interessante la tua considerazione che tra l´altro mi era giá capitato di fare in tempi passati, quando ho perso notti intere ad analizzare la mia situazione psicologica palesemente precaria.

    Tutto questo sforzo immane e doloroso é servito: ora nessuno fa presto a sobillarmi e sono in grado di aiutare chi subisce plagi di vario genere senza che se ne renda conto.

    Grazie al fatto che la mia psiche non era ancora diventata del tutto egosintonica, mi accorgevo di non stare bene e di fare cose che non erano in sintonia con la mia persona; ho deciso definitivamente di agire durante la fase distonica per evitare che diventasse sintonica e mi sono liberato.

    Io credo che, chi rimane nella fase distonica abbia la propensione a pensare e riflettere e vuol dire che non é stato plagiato del tutt; chi se ne accorge farebbe bene ad intervenire con urgenza.

    Ricordiamo che tra le file dei Tdg vi sono le percentuali piu´ alte di disturbi comportamentali quali disturbi ossessivi, dissonanze cognitive, sensi di colpa, ansia, panico e depressioni.

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    1. Caro Distaccato,
      io mi sono appropiato della mia vita sin dal primo giorno che ho smesso di frequentarli. Ricordo che era la l'inizio dell'ottobre 2011 quando presi questa decisione. Da quel momento in poi è come se mi fossi completamente dissociato.Ho rifiutato persino le visite del sorvegliante di circoscrizione e di distretto.Ora ho sentito il bisogno di dissociarmi ufficialmente e l'annuncio verrà fatto il 1 settembre.

      Condivido quando affermi che in quell'ambiente ci disturbi ossessivi....
      Riporto testualmente quello che viene scritto sul libro " La dimensione delirante" (ed.Raffaello Cortina) perchè mi sembra che si addice molto a tdG:
      "Le persone che mostrano una sofferenza psicopatologica tendono a credere che la loro visione del mondo corrisponde alla verità, anzi che sia la realtà, e che tutti gli altri debbano pensarla allo stesso modo a meno che non siano stupidi o in malafede.Non riescono affatto a prendere le distanze dal proprio modo di pensare (decentrarsi) e a mettersi nei panni degli altri ( costruzione della mente altrui) considerato che non tutti hanno gli stessi scopi e credenze. Sono un pò come i bambini piccoli che pensano che se loro hanno fame anche tutti gli altri debbano essere affamati".

      Non ti sembra una descrizione che si addice perfettamente al presunto paradiso spirituale dei tdG?

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    2. Si questa frase gira in molte congregazioni da parte di nominati

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    3. Esattamente Marco,

      corrosponde alla pura veritá.

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  9. Riflessivo
    Ad una scuola di addestramento per anziani, tra le varie "lezioni", ci fu assegnato il compito di fare una sorta di riassunto sulla prefazione e la parte conclusiva della bibbia RB8 (versione a caratteri grandi)
    Quando ascoltavo i commenti di diversi anziani presenti a tale scuola, notavo in loro una preparazione encomiabile, addirittura qualcuno si era preso la briga di fare ricerche accurate su testi antichi e da questi portare alla nostra attenzione che tale Bibbia era ultra accurata scritta/tradotta con meticolosità.
    Altri argomentavano sui motivi per cui è giusto stare al passo con l'organizzazione, anche se a volte possono esserci intendimenti che non riusciamo ad accettare prontamente.
    Potrei portare altri esempi ma la domanda che mi/vi pongo è: come si fa a non vedere gli " orrori" commessi dalla wt anche nel tradurre la Bibbia??
    Chi faceva le ricerche sopra menzionate, non possedeva una cultura sdrucciola, ma diversi di questi erano laureati.
    Forse sono io che non riuscirò mai a darmi una risposta, o sono loro, che a differenza mia vivono non in una bolla fatta di acqua e sapone, ma d'acciaio, dove difficilmente ne verranno fuori.

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  10. Ogni tdg in buona fede è convinto di essere nella verità è gli altri no.
    Una su tutte...chi predica il regno di Dio in tutta la terra(o quasi)? Solo i tdg, questo è quello che ci hanno insegnato e siccome intorno a noi non ci sono altri gruppi che lo fanno così vistosamente ecco che la convinzione si rafforza.
    Altra cosa: non tutti ma molti al giorno d'oggi non hanno una condotta così "piacevole" per non dire di peggio mentre un tdg "medio" ha opportunità di coltivare obiettivamente buone qualità mentre con altri non succede, dipende dalla educazione dei genitori, dal contesto in cui crescono e...va a fortuna, come anche per un ragazzo allevato "nella verità".
    Non voglio essere frainteso, esistono un sacco di persone giudiziose senza essere state tdg ma è altrettanto un dato di fatto che, senza sentirmi superiore a nessuno, sono quello che sono grazie a un paio di decenni di indottrinamento. Queste qualità mi hanno fatto essere sempre apprezzato da chi mi conosce e frequenta,familiari, colleghi ecc...e questo è eccellente.
    Il problema nasce dall'alto quando vediamo o riflettiamo su cose "scomode" x l organizzazione che siano dottrinali o a livello di regole/regolette/direttive.
    A sto punto il bivio. Chi si ritira "nel suo brodo" e chi si attiva cercando di smascherare, di far riflettere altri ecc...nessuno dovrebbe giudicare fatto sta che è difficile la questione verso i familiari e verso gli amico di UNA VITA, le uniche persone che al momento frequenti oltre ai colleghi e a cui daresti il cuore, nominati e non.
    Se da una parte coi familiari parli di quello che vedi, senti e provi (non senza problemi anzi generando turbamenti che il più delle volte sfociano in questioni più che in confronti ragionevoli) dall'altra non te la senti di farlo con amici proclamatori o anziani che siano perché sai già come andrebbe a finire...

    Gli anziani mi hanno visto "giù" e si sono preoccupati per me, come sappiamo che sia, questo è ammirevole perché tempo fa ragionavamo anche noi così...per di più essendo amici e compagni di uscite in famiglia ecc.
    Credo che a questo punto molti non espongono la reale situazione e tengono le cose o la maggioranza delle cose dentro perché il nostro ego non vuole far male o deludere coloro che ti vogliono bene.
    Diverso il caso in cui si hanno già avuti scontri e dibattiti in passato, questo porterebbe ad essere più determinati nella condotta e nelle scelte. Non giudico. Non è facile quando in un gruppo ti sei sempre trovato bene e hai cari amici ma al tempo stesso non mi va più di prendere per oro colato tutto quello che ci viene detto. Soprattutto dopo l'ultimo congresso definito da un oratore "il più bel congresso di sempre".
    Parlerò con un anziano al quale non ho avuto modo di legarmi dell'incoerenza sul trattamento verso i fuoriusciti, chiederò quale direzione sta prendendo la wt in questa maniera. Voglio vedere cosa dice ma me lo aspetto già. L ultima volta che ho conversato con lui mi ha detto che quello che arriva da direttivo "non si tocca neanche", imperfetto ok, ma che bella risposta da un anziano. Più anni di esperienza, più grosso il paraocchi.
    Sofferenza immane, interiore, verso la famiglia e verso gli amici, senza la libertà di parlarne perché turberesti tutti e passi per cattiva compagnia se non direttamente per apostati.
    Mi piacerebbe trasferirmi altrove e ricominciare la vita daccapo

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Caro bereano, mi ha colpito la tua ultima frase, quando dici che ti piacerebbe trasferirti altrove per poter ricominciare. Ti dirò che è il mio chiodo fisso. Ripartire da 0. Dimenticare totalmente la wt e i suoi amici! Che dici è fattibile?

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    2. Dai, non ragioniamo per slogan:

      "non ci sono altri gruppi che lo fanno così vistosamente"
      Prima di tutto non è vero, il fatto è che la nostra mente tende ad essere vittima del bias di conferma, per cui noteremo solo quello che sostiene i nostri dogmi e scarteremo quello che va contro.
      Secondo, forse i tdg sono noti per il "porta a porta", ma ci sono moltissimi altri metodi di evangelizzazione che stai ignorando con questa affermazione (da qui infatti il bias di conferma).

      "non tutti ma molti al giorno d'oggi non hanno una condotta così "piacevole" per non dire di peggio mentre un tdg "medio" ha opportunità di coltivare obiettivamente buone qualità mentre con altri non succede"
      E questo è ancora il bias di conferma portato all'estremo, ti potrei dire che ho conosciuto in percentuale più brutte persone nei tdg che fuori. Ti potrei dire che tanti tdg sembrano belli e buoni, ma dentro le loro case sono mariti e padri dispotici e violenti. Ti potrei dire che tanti tdg fanno discorsi sull'onestà dal podio e poi truffano lo stato o fanno lavorare sottopagati e in nero i fratelli. Ti potrei dire che, a dispetto dell'amore tanto propagandato, il pettegolezzo e la delazione sono in pratica istituzionalizzati.
      Al contrario conosco moltissime "persone del mondo" semplici, oneste e di cui fidarsi.
      Come vedi, molto dipende dalle nostre esperienze personali e da quello che "vogliamo vedere". Basta vedere un tdg che si comporta bene per dire "ah la verità ci rende diversi", un non tdg che si comporta male per dire "tutti quelli del mondo sono disonesti e immorali".

      "sono quello che sono grazie a un paio di decenni di indottrinamento."
      Come fai a dirlo con certezza? Hai la controprova che saresti stato un poco di buono senza l'indottrinamento geovista?

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    3. Le riviste TW non sono la verità ..hanno il solo lo scopo di sponsorizzare tutto ciò che fa parte del organizzazione.

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    4. x Bereano: Può anche darsi che tra i tdg il numero delle persone oneste e buone sia più alto della media, ma il motivo è molto più semplice dell'indottrinamento, pensaci un attimo, chi viene attirato dai principi biblici, da un paradiso senza violenza, ladri e truffe... un disonesto ? No, per anelare al mondo tdg devi già essere interiormente buono.
      Poi ci sono le mele marce come in ogni dove, ma la scrematura viene già fatta all'inizio, quindi non ci vedo nessun potere di migliorare la coscienza delle persone, e poi ho visto coi miei occhi che coloro che si sono avvicinati ai tdg provenendo da situazioni personali difficili, col tempo è riemerso il loro carattere che avevano in precedenza, oppure se ne sono tornati ai loro "affari".

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    5. sono d'accordo con te complottista, anzi aggiungerei che molte persone che iniziano con i migliori motivi del mondo, vengono pian piano inariditi dalle regole spietate spacciate per volontà di Dio; quindi spesso il risultato è l'esatto contrario di quello che si sbandiera.

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  11. Tra l´altro, scusate se mi permetto, il metodo "porta a porta" é a mio parere il peggiore di tutti i metodi di predicazione: é invasivo, irriverente e anche un po´ presuntuosello. Io credo che sia molto piu intelligente una cosa tipo il trolley all´angolo della piazza, di modo che chi si avvicina puo´essere interpellato perché lo ha deciso lui e non é stato costretto da nessuno a parlare.
    POi voglio dire, disturbare la gente di domenica o la sera mi sembra un tantino esagerato. Solo per il fatto che i Tdg siano gli unici che "attivamente" si prendono la briga di rompere le palle alla gente non vuol dire che stiano facendo la cosa piu´corretta.
    Ad ogni modo ci sono molte altre confessioni che predicano in giro fermando la gente o allestendo bancarelle agli angoli delle strade.

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    1. Mai poi caro distaccato, se io fossi un cattolico convinto starei nero! Sempre in prima pagina il prete cattivo mettono! Ma se uno andasse di casa in casa con un giornalino con le malefatte wt! Ah vorrei contattare un giornale tipi metro che viene dato in metropolitana se sono disposti a co cedere una rubrica religiosa o un articoletto una tantum!

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    2. Guai! Denunciare i misfatti della WTS significa commettere il peccato contro lo spirito santo! Perché é risaputo che il peccato piu´grave per loro si chiami APOSTASIA ovvero il dissentire, il manifestar dubbio e voler cercare di risolverlo. Nossignore! Non si scherza, non é un gioco altrimenti arriva mangiafuoco e se si accorge che i fili non ce li hai allora sono guai, lui chiama i suoi gendarmi e ti dichiara PAZZO!

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    3. Stupenda canzone del grande Bennato!!!

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    4. Una domanda per i tdg ancora attivi: ma funziona questo metodo della bacheca o trolley? Perchè quando le rare volte che li vedo lì fermi in piazza e nessuno se li fila, mi fanno anche tenerezza, voglio dire è efficace come metodo?

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    5. Efficacissimo: dalle 4 alle 5 ore di "servizio" (a volte per i più "bisognosi" anche orario continuato) senza bisogno di andare edificio per edificio a premere i citofoni di case vuote... vuoi mettere?
      E non mi si dica che non è vero... essendo stato attivo fino ad un anno fa l'ho vissuto anche io il carrellino.

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    6. Io per diverso tempo ho partecipato all'opera con il banchetto al mercato del mio paese....non ci filava nessuno...ma davvero, forse in un mese si lasciava una rivista e qualche volantino, di sicuro era ed è un buon metodo per fare un po di ore così da riempire il rapportino a fine mese. Forse nelle grandi metropolitane si smerciano molte pubblicazioni...ma non venitemi a parlare di altri risultati

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    7. non si ferma nessuno.. è solo un "generatore" di ore. il problema e che i tdg non hanno credibilità. a sentire nominare "testimoni di Geova" si inarca il sopracciglio e si accenna un mezzo sorriso con le labbra. Questa e la realtà. Ed e per questo che si sta facendo un "restyling" di immagine con la sigla "jw.org" ma se la "portante" di questa nuova immagine sono i carrellini e i tavolini....:(

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    8. Mi ricordate quando si faceva opera stradale.avevamo assegnato piazzale appio a roma..che interminabili passeggiate aperdere tempo e quando faceva caldo si andava a prendere il fresco alla coin il centro commerciale o se si aveva fame si andava ad un bar del posto e con la scusa c era chi lasciava il giornalino ai clienti..se facevi il pioniere o lo eri non c era posto migliore.c era pure chi sconfinava e andava pure dove non gli competeva..una sorella ebbe una visita percorrendo una zona non sua poi vi riando e trovo la sorella che già le faceva lo studio e questa si era ingelosita.avrei voluto scappare..la sorella che era con me poi una volta fuori casa Dell visita le disse che la pecora non era sua ma di Geova e l altra le risp di andare a trovare le pecore nel suo territorio e di non rompere piu qui..sembrava come i gatti quando si litigano il territorio.ce ne andammo e non potete capire che figura...cmq Saulo non ti credere che manco in zone metropolitane ci sta piu questo successo.gia da allora la gente prendeva e buttava subito..ora figurati manco le prendono piu in mano😊

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  12. Ok, grazie è come pensavo, ricordo un tdg tedesco che ci raccontava (prima del 2000) come in Germania non potessero fermare le persone nell'opera stradale, ma se ne stavano fermi ad aspettare con le riviste in mano, tipo oggi ai banchetti. Sarà una coincidenza che da quando "comanda" la bethel tedesca anche in Italia è arrivato questo metodo, perchè mi era stato detto che il nostro, cioè il contatto attivo con le persone era quello più efficace.

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    1. il CD dice ...se sono stati fatti degli errori si giustificano dicendo , Dio li ha permessi......io rispondo dicendo....SE DIO HA PERMESSO 2 GUERRE MONDIALI E 2 BOMBE ATOMICHE PUO PERMETTERE A I MAGNIFICI 7, DI SPARARE TUTTE LE SCEMATE CHE VOGLIONO..

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