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(Svegliatevi! 8 settembre 1997, pagina 6)

venerdì 23 ottobre 2015

Battezzare nel nome del Padre,del figlio e dello Spirito Santo...


Battezzare nel nome del Padre,del figlio e dello Spirito Santo... o nel nome di un'organizzazione?


Oggi, tutti coloro che vogliono battezzarsi come Testimoni di Geova, devono pubblicamente rispondere con un sonoro SI a due domande:

1) In base al sacrificio di Cristo, ti sei pentito dei tuoi peccati e ti sei dedicato a Geova per fare la Sua volontà?

2) Comprendi che la tua dedicazione e il tuo battesimo ti identificano come Testimone di Geova associato all’organizzazione diretta dallo spirito di Dio?





Molti testimoni di Geova si sono battezzati in acqua rispondendo  “si”  a queste due semplici domande.

La rivista w1985 1/10 indicava questa formula perché i candidati al battesimo divenissero idonei per essere ministri di Dio dedicati e battezzati.

Prima del 1985 invece, le domande erano queste:

1) Hai riconosciuto d’essere peccatore e bisognoso di salvezza da Geova Dio? E hai riconosciuto che questa salvezza procede da lui e per mezzo del suo riscattatore, Cristo Gesù?

2) In base a questa fede in Dio e nel suo provvedimento per la redenzione ti sei dedicato a Geova Dio senza riserve, per fare da ora in poi la sua volontà come ti è rivelata per mezzo di Cristo Gesù e per mezzo della Parola di Dio resa chiara dallo spirito santo?


Giochiamo un attimo a “trova la differenza”…e cerchiamo di capire

Nella vecchia formula NON esisteva il termine  ‘organizzazione’,  comparso magicamente nel 1985…e assolutamente assente nelle Sacre Scritture.

Che cosa significa questo? Che oggi essere testimone di Geova significa aderire ad un’organizzazione.

Tutto bene, ammesso che qualcuno ti spieghi che in questo modo diventi socio aderente di un ente giuridico……e che ti renda ben chiaro che se cambierai idea e non vorrai far più parte di quest’ente giuridico sarai disassociato come rinnegatore del cristianesimo, e non ti guarderanno più in faccia, compresa la tua famiglia !
Resta un altro problema:

devono essere considerati soci aderenti anche coloro che si sono battezzati prima di quella data, che non hanno mai detto “si” alla fatidica domanda, ma hanno solo espresso pubblicamente la loro ferma intenzione di ubbidire a Dio e a Cristo, certi dell’aiuto dello spirito santo? Ad oggi, purtroppo, è così !

Se la mia banca cambia unilateralmente i termini del contratto, mi avverte con qualche anticipo e io ho il diritto di recedere senza penali.

Se decido di recedere da un contratto con la Watchtower, cui non ho mai aderito, che cosa mi succede? Recedo, ma con una penale a vita ! Come se avessi rinnegato Geova e gli insegnamenti di Gesù !

Ciò che Gesù disse, invece, è riportato in Matteo 28:18-20: “Ogni autorità mi è stata data in cielo e sulla terra. Andate dunque e fate discepoli di persone di tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello spirito santo, insegnando loro ad osservare tutte le cose che vi ho comandato"

Non disse: tutto ciò che lo schiavo fedele vi dirà, o tutte le interpretazioni delle scritture che faranno i nominati. E cosa insegnò o comandò Gesù?

“Vi do un nuovo comandamento, che vi amiate gli uni gli altri; come vi ho amati io, che anche voi vi amiate gli uni gli altri”. Dovevano imparare a manifestare questo amore, poiché egli continuò: “Da questo tutti conosceranno che siete miei discepoli, se avrete amore fra voi”. (Giovanni 13:34, 35)

Quando fu chiesto a Gesù: “Maestro, qual è il più grande comandamento della Legge?”, rispose: “‘Devi amare Geova tuo Dio con tutto il tuo cuore e con tutta la tua anima e con tutta la tua mente’. Questo è il più grande e il primo comandamento. Il secondo, simile ad esso, è questo: ‘Devi amare il tuo prossimo come te stesso’. Da questi due comandamenti dipendono l’intera Legge e i Profeti”. (Matt. 22:35-40) 

Alcuni mesi dopo che Gesù aveva messo in risalto il bisogno che i discepoli rinnegassero se stessi, un giovane capo ricco gli chiese: “Maestro, che devo fare di buono per ottenere la vita eterna?” Gesù gli disse di ‘osservare di continuo i comandamenti’ e poi ne menzionò alcuni. Il giovane disse: “Ho osservato tutti questi”. A quanto pare l’uomo era sincero e aveva fatto del suo meglio per ubbidire ai comandamenti della Legge. Quindi chiese: “Che mi manca ancora?” Rispondendo, Gesù rivolse al giovane un invito particolare. Gli disse: “Se vuoi essere perfetto [“completo”, New American Standard Bible], va, vendi i tuoi averi e dalli ai poveri e avrai un tesoro in cielo, e vieni, sii mio seguace”. — Matteo 19:16-21. 

Niente regole, niente circolari, nessuna interpretazione. Come ci siamo allontanati !


(Qui parliamo del battesimo dei giovanissimi: giusto o sbagliato?)


 


* * * * *

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6 commenti:

  1. Ringrazio la sorella Lelvira per la collaborazione alla realizzazione di questo Post :-)

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    1. Quando lo schiavo vuole divenire + importante del padrone ...
      nel gestire i suoi averi, fa questi errori, e x come sta andando, il peggio deve ancora venire ...
      povere pecore, ancora dentro!!

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  2. Premetto che io mi sono battezzata con la vecchia formula rispondendo alle due domande che precedono quelle attuali. Di norma io dovrei tenere fede a quel" contratto" non a quello "nuovo". Ma poi cari fratelli, perché formulare due domande che non sono affatto contenute nella Bibbia? Abbiamo qualche riferimento scritturale a che siano pronunciate delle domande in un contesto in cui dei dedicati vogliono simboleggiare la propria dedicazione col battesimo in acqua? E' vero che anche ai tempi di Giovanni Battista alcuni si battezzarono, ma non mi risulta che prima di tale simbolo, avessero risposto a delle domandine formulate. Forse ricordo male?

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    1. No cara speranza , ricordi benissimo ;)

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  3. Aggiungo che, giuridicamente, assoggettare un contraente ad una norma posticcia non discussa preventivamente, invalida qualunque contratto. Ovviamente per far valere questa determinazione occorre che la nostra volontà sia resa probante. Quindi si dovrebbe inviare una raccomandata di messa in mora in cui si sancisce l'estraneità ad un contratto inesistente e nel contempo si stabilisce che non ci si ritiene assoggettati ad un contratto che non è stato controfirmato e non esistono testimoni (quando ci si battezza non si firma alcun contratto ma lo si fa dinanzi a molti astanti).

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    1. Stesso discorso per quelli che si battezzano da minorenni...

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