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“Non c’è nulla di male se una persona cerca di confutare gli insegnamenti e le pratiche di un gruppo religioso che ritiene in errore”. (Svegliatevi! 8 settembre 1997, pagina 6)

venerdì 25 settembre 2015

PERDIAMO LE ROTELLE DEL CERVELLO SENZA ACCORGERCENE




dal sito inattivo.info

L’irrequietezza è una caratteristica dei tempi moderni. I testimoni di Geova non ne sono immuni. La calma dell’anima, intesa come equilibrio con se stessi e con gli altri, è uno dei concetti fondamentali della nostra esistenza cristiana. Chi ha conoscenza di se stesso sa che i difetti di cui si soffre sono evidenti da una parte e nascosti dall’altra. I difetti più insidiosi sono quelli che si approfittano delle nostre debolezze, facendoci credere di non essere né malati né sani, oppure di essere sani o malati, senza sapere il perché. Se la troppa attività rende irrequieti, la troppa inattività rende la tranquillità sin troppo benevola con se stessi. E’ difficile ammettere a noi stessi la verità di ciò che realmente siamo. Spesso ci lamentiamo dei nostri mali e della nostra sorte, come se fossimo i soli nell’universo a patirne le conseguenze. Come disse, appropriatamente Pietro: “In quanto alle sofferenze, si compiono nell’intera associazione di fratelli che sono nel mondo” – I Pietro 5:9.



La stabilità dell’anima e la solidità dello spirito non significano gloria di essere qualcuno in congregazione o in circoscrizione, occupare la posizione di anziano o sorvegliante, avere l’ammirazione dei fratelli per delle straordinarie capacità naturali. Molti che possiedono queste cose non riescono a liberarsi dalla morsa che una tale posizione impone. Anzi, dicono di dover continuare a portare avanti questo ruolo, che piaccia o no, come se fossero gli unici eletti ad avere sulle loro teste, le lingue di fuoco dello spirito santo. Individui del genere sono soltanto spiriti che svolazzano nell’etere. Poi ci sono gli indolenti e gli annoiati. Anche questi, pur non agitandosi come gli iperattivi, non per questo sono tranquilli. A seguire, troviamo i lamentatori, che cambiano continuamente maniera di vivere e alla fine girano e rigirano per tornare sempre allo stesso modo di vivere. Per non parlare poi dei paranoici incattiviti, che hanno il frullatore al posto del cervello. Altri, e sono la maggioranza, procedono con la stessa andatura, non perché sono convinti della loro strada, ma piuttosto perché ormai sono già in cammino. Questi non soffrono per niente, poiché sono chiusi in se stessi, da divenire stantii e indifferenti. Sono quelli che non sanno, né s’interessano di sapere. Poi, quando scoppia lo scandalo, sentono il rumore, tirano fuori la testa, si guardano intorno e come se nulla fosse, ficcano di nuovo la testa sotto la sabbia.


E che dire degli ostinati, persone che persistono con caparbia tenacia nei loro atteggiamenti. Da un lato non possono abbandonare ciò che hanno intrapreso, ma dall’altro hanno perso il coraggio di cui avrebbero bisogno. Si disperdono, si appiattiscono e alla fine s’irrigidiscono. Intanto i giorni passano e la vita trascorre, disillusi si ritirano nel loro mondo ovattato in balia dell’ozio e del non far niente.

E’ sempre la stessa storia. Si comincia a vivere solo nel momento in cui si fa qualcosa e nel momento in cui qualcosa succede, se non succede nulla, allora è tutto inutile. Mancando di riflettere sulla propria condizione, perché questo peggiorerebbe la situazione, i finti attivisti e i paladini della libertà, alla fine non sanno più cosa fare, perché confondono la vera libertà con la liberazione dalle costrizioni che non gli permettono vera autonomia. E il non far niente è insopportabile. Il risultato è un bell’esaurimento nervoso. Pensando che sia meglio fare qualcosa che non fare niente, però non trovando nulla da fare, incominciano a provare invidia e a disprezzare gli altri che sono felici. Poveretti che sono. Hanno bisogno del trambusto delle attività. Sono i drogati del podio, dei privilegi mancati e del far mostra di sé. Maschere senza teatro. Tra questi, nel palcoscenico della vita, hanno un posto di primo piano, i perseguitati che perseguono i loro persecutori in un rincorrersi gli uni con gli altri come in una caccia alle streghe e alla fine non si riesce più a capire chi è il persecutore e chi il perseguitato.

Siamo travolti da un’alluvione di stimoli, consigli e informazioni. Messaggeri, profeti, riformisti, conservatori, alieni e spirituali, tutti dicono tutto e il contrario di tutto. Alla fine, non avendo più niente da dire, cercano di fuggire da se stessi, ma solo per rincorrersi, mentre il loro ego fugge con essi. Non sopportano più né il troppo lavoro, né il troppo ozio.  Pianificano la loro vita, si attivano per fare qualcosa, eppure sono sempre al punto di prima. Alla fine, sono esausti e privi di idee. E’ sempre la stessa storia.

«La vita passa, si cerca il riposo combattendo gli ostacoli e
una volta superati, persino il riposo diventa insopportabile».(Blaise Pascal)

Per natura non siamo mai contenti, né se siamo attivi della nostra attività, né se siamo inattivi della nostra inattività e nemmeno se stiamo con o senza Geova. Chi è scontento dell’organizzazione non sa se andare via o rimanere; chi l’organizzazione l’ha lasciata è scontento di esserci stato e fa di tutto per scontentare chi ci rimane; gli inferiori sono scontenti dei superiori che Dio ha permesso di stare sopra di loro, mentre i superiori sono scontenti che Dio li abbia posti sopra gli scontenti. Dio che non può essere scontento di qualcuno sopra di lui, perché c’è solo lui, allora è scontento di tutti quelli che sono scontenti sotto di lui. Siamo irrequieti nello spirito e pretendiamo la quiete dell’anima. Perdiamo le rotelle del cervello senza neanche accorgercene. Non siamo mai contenti, critichiamo tutti e tutto e ce la prendiamo col mondo intero. E’ sempre la stessa storia: uomini piccoli e insignificanti, polvere nella bilancia della Creazione, che non hanno la grandezza di riconoscere la loro dimensione di fronte alla vastità e allo splendore dell’Universo. Uomini che non sopportano la loro debolezza, che non si conoscono e non vogliono conoscersi per quello che sono, perché temono di riconoscersi e di essere riconosciuti. Essere umani che hanno perso ai loro occhi la propria dignità di cristiani e che sottraggono ai traviati come loro la responsabilità delle loro azioni. Colpevole non è mai il reo, ma sempre il suo ambiente spirituale: il corpo direttivo, gli anziani autoritari, gli ambiziosi, i Giuda teocratici. Attribuendo ad altri le loro colpe, fanno credere di essere vittime innocenti e giacché non si sentono responsabili di nulla e men che meno di se stessi, avvelenano il loro spirito e quello di chi gli da retta.

* * * * *


Dal momento che ogni valutazione è soggettiva, qui parliamo di fatti. Ed ognuno, contento o scontento, può esprimere la propria opinione. Non vogliamo avvelenare nessuno, tantomeno noi stessi. Ma quando qualcuno si arroga il diritto di comandare, deve prendersi pure le responsabilità se commette errori o se le cose vanno male. Questo blog è nato per discuterne. Ognuno, nella propria testa, sarà giudice di ciò che legge e di ciò che comprende. In attesa del Giudice più Grande, che metterà l'ultima parola, quella più importante.




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17 commenti:

  1. Provo a dare una mia visione di quanto letto in questo articolo su inattivo.info

    Chi vuol stare dentro, stia dentro

    Chi vuole stare fuori, stia fuori

    Nessuna lotta di classe..... chi invece non può fare a meno di parlarne, sul blog si può commentare..... e sopratutto ci si può informare !

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  2. sono d'accordo in modo totale...uno dei diritti primari dell'uomo è quello alla ricerca della propria felicità,,,sempre nel rispetto della felicità altrui.
    Grazie John

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  3. Se ci prendiamo il tempo di riflettere e di leggere qualcosa sulla dissonanza cognitiva, scopriremo qualcosa di incredibile
    Una serie di due articoli domani e dopodomani ci aprirà gli occhi sul perché oggi c'è tanto malessere nelle congregazioni

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  4. È molto importante riflettere sul potere della dissonanza cognitiva, ne va del nostro benessere dentro e fuori la congregazione

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    1. Bravo John è bene approfondire questo argomento, visto che ci sei fai ricerche sulla razionalizzazione e ne scoprirai delle belle.
      Questi argomenti appartengono a due branche della scienza dell'igiene mentale, rispettivamente la sociologia e la psicologia e si possono riassumere (in modo riduttivo) con la favola della volpe e l'uva di Esopo. Vedrai che si aprirà un mondo nuovo in quanto a percezioni e scoprirai un mare di contraddizioni nei modi di fare e parlare presenti in mezzo a noi.

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    2. Bellissimo post.Mi trova pienamente d'accordo .questo atteggiamento sospettoso verso tutto ciò che non viene dalla wts , ha avuto l'effetto devastante di privare i fratelli della loro personalità .Ci è sempre stato chiesto di annullarci in nome di Cristo , ma Cristo per primo è stato un rivoluzionario , è andato contro corrente , aveva una personalità sua , forte .Era perfetto obbiettera' qualcuno , ma resta il fatto che dobbiamo seguire il suo esempio, quindi perché non anche in questo ? Pretendiamo di insegnare agli altri il modo giusto di vivere ,ma come possiamo farlo se non ci viene data la possibilità di conoscere prima noi stessi ? Ci viene insegnato che dobbiamo reprimere le nostre emozioni ,come rabbia , dolore , tristezza........NIENTE DI PIÙ SBAGLIATO! Le emozioni represse esploderanno comunque ,e nel peggiore dei modi ,lo dimostra il fatto che tantissimi ,troppi tdg soffrono di varie patologie fisiche alle quali i medici non sanno dare una spiegazione ,senza parlare del malessere psicologico al quale non riescono a dare un nome .Il nostro benessere fisico e mentale ,dipende dal giusto equilibrio che dobbiamo creare tra mente e cuore .Se non stiamo bene con noi stessi ,come possiamo pensare di stare bene con gli altri ? Studiamo un po di più la psicologia umana ,e scopriremo di avere quelle risorse che 'colui che ci ha fatti in maniera meravigliosa' ha messo dentro di noi , ma che purtroppo ,qualcuno che si dichiara portavoce di Dio sulla terra ha e sta tuttora cercando di distruggere. Di solito le persone che usano appieno le proprie facoltà vengono considerate dal sistema 'brillanti'.......Per la wts invece , questi sono considerati 'apostati' .....Vi rendete conto di quanto siano obsoleti?

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    3. Zabetta, a conferma di quanto dici, quante mogli tdG per impegnarsi nel ministero hanno rinunciato ad avere dei figli ed ora sono depresse? Quanti CO hanno la moglie con problemi psicologici tipo ansia, attacchi di panico e depressione?
      Nelle Scritture si parla di impegnarsi nel ministero, mai di annullarci, di non avere figli. Quante congregazioni soprattutto nel nord Italia sono formate ormai solo da ultra cinquantenni?
      Con l'ossessione della fine imminente quante opportunità si sono perse e si perderanno? Si è fatto un buon servizio alla Verità?

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  5. Bellissimo... dissonanza cognitiva... ti segnalo questo link:
    http://www.psicosocial.it/dissonanza-cognitiva/

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    1. Calmati, domani e dopodomani potremo commentarli :-)

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    2. E chi si agita? Ti ho segnalato il link nel caso volessi integrare alcune informazioni nel caso ne avessi bisogno.

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    3. Infatti John. ... e chi si agita? :-)

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    4. su questo argomento si potrebbero dire moltissime cose.
      Io ho passato 40 anni della mia vita a reprimere molte passioni, per andare a predicare. Devo però dire che, essendo forse iperattiva, ho continuato a occuparmi di tante cose al di fuori della wt. Ho dato anche sfogo a una certa creatività con lavori di hobbystica...insomma ho cercato di non farmi rimbambire.
      Ma la cosa che volevo fare veramente, non l'ho fatta.
      Non solo ci voleva troppo tempo, ma avrei dovuto esprimere delle opinioni, che potevano turbare altri...così è diventato un circolo vizioso....se non lo faccio sto male, se lo faccio rischio di stare peggio...
      Tre o quattro anni fa, ho cominciato a reagire, e ho aperto il mio primo blog, poi ho scritto il mio primo libro...ma sempre con il freno a mano tirato, per il timore di turbare qualcuno.
      Ora sto scrivendo il terzo ( il secondo è stato un piacevole intermezzo), e ci credete che faccio fatica a lasciar andare il freno per essere me stessa? Il condizionamento esiste ancora, i primi due sono con il mio nome, ma forse stavolta sarò costretta a ricorrere a uno pseudonimo...non è una pazzia?
      Non so, magari decido di usare il mio nome vero, ma questo solo per dire che il condizionamento è micidiale...

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    5. Rispondevo al vostro contagioso entusiasmo :-)
      Ovvio che ci siano argomenti che di volta in volta interessino più o meno.

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    6. Cara Lelvira, che bello quello che dici di te e delle tue passioni ed interessi. Non sapevo che anche tu hai un blog. Come possiamo accedervi? Grazie anche a John C per i post che pubblicherà sulla dissonanza cognitiva. Io mi sono già documentato alcuni anni or sono su questo argomento, molto interessante. Mi ha permesso di capire tante cose e di conoscere i meccanismi psicologici che stanno dietro all'indottrinamento ed il condizionamento mentale. Buona lettura. A presto.

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    7. Cara Lelvira, che bello quello che dici di te e delle tue passioni ed interessi. Non sapevo che anche tu hai un blog. Come possiamo accedervi? Grazie anche a John C per i post che pubblicherà sulla dissonanza cognitiva. Io mi sono già documentato alcuni anni or sono su questo argomento, molto interessante. Mi ha permesso di capire tante cose e di conoscere i meccanismi psicologici che stanno dietro all'indottrinamento ed il condizionamento mentale. Buona lettura. A presto.

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    8. Caro S.D., purtroppo da qualche tempo ho chiuso il blog perché non avevo più il tempo di gestirlo...non è escluso che ne apra un altro prossimamente, su argomenti del tutto diversi...io scrivo...poi semmai faccio sapere...comunque grazie!

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  6. hassan ha scritto unn buon libro sulla dissonanza

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