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“Non c’è nulla di male se una persona cerca di confutare gli insegnamenti e le pratiche di un gruppo religioso che ritiene in errore”. (Svegliatevi! 8 settembre 1997, pagina 6)

martedì 15 settembre 2015

MENO ORE, PIU' AMORE...




Sempre più spesso nelle congregazioni, i deboli ed i bisognosi vengono lasciati soli. Non si tratta di casi sporadici, purtroppo, ne vediamo a decine con i nostri occhi, senza contare lettori (fratelli e sorelle) che ci informano di casi simili.
In alcuni casi la congregazione si è mossa solo quando questi cari fratelli sono stati visti fare la fila alle distribuzioni della caritas o della croce rossa.

Vogliamo riflettere ancora una volta su alcuni passi biblici:

1 Corinti 13:13 Ora, comunque, rimangono fede, speranza, amore, queste tre [cose]; ma la più grande di queste è l’amore.

Che tipo di amore? Il sito  wol.jw.org ci viene in aiuto:






Da Wikipedia:
Àgape[1] o agàpe[2][3] (dal greco ἀγάπηagápē, in latino caritas[4]) significa amore disinteressato, fraterno, smisurato.

Nel cristianesimo, il termine "carità" rappresenta l'amore nei confronti degli altri; si ritiene che essa realizzi la più alta perfezione dello spirito umano, in quanto al contempo rispecchia e glorifica la natura di Dio. Nelle sue forme più estreme la carità può raggiungere il sacrificio di sé.

Infatti Gesù disse:

“Da questo tutti conosceranno che siete miei discepoli, se avrete amore fra voi”. 
(Giovanni 13:35)

Da quello che vediamo oggi nelle congregazioni, questo tipo di amore è la norma o l'eccezione?

Consideriamo queste altre scritture:


“Quando fai un banchetto, invita poveri, storpi, zoppi, ciechi; e sarai felice,perché
non hanno nulla per ricompensarti”. (Luca 14:13, 14)

10 Solo avremmo dovuto rammentare i poveri. Questa stessa cosa ho pure cercato premurosamente di fare. (Galati 2:10)

13 Se parlo le lingue degli uomini e degli angeli ma non ho amore, son divenuto un [pezzo di] rame risonante o un rimbombante cembalo. 2 E se ho il dono di profezia e conosco tutti i sacri segreti e tutta la conoscenza, e se ho tutta la fede da trapiantare i monti, ma non ho amore, non sono nulla.
(1 Corinti 13:13)


“Guai a voi, scribi e farisei, ipocriti! perché date la decima della menta e dell’aneto e del comino, ma avete trascurato le cose più importanti della Legge, cioè la giustizia e la misericordia e la fedeltà. Queste cose era doveroso fare, senza trascurare le altre.
(Matteo 23:23)


Ovviamente l'organizzazione se ne lava le mani. Ed esorta i proclamatori a lavorare il necessario, evitare gli straordinari, fare tante ore di servizio e chiede chiede chiede contribuzioni. Dei poveri ne puo' fare a meno. Gesu' invece insegno' altro: la predicazione andava di pari passo con l'aiuto ai piu' deboli.


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3 commenti:

  1. Nessuno ha il coraggio di commentare questo post. Evidentemente, eccezioni a parte, si tratta di una triste realtà...

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    1. Ciao John non vi è nulla da commentare visto che quello che hai postato è la pura e cruda realtà e dal tronde non potrebbe essere diversamente dato che questa società e nata come casa editrice che poi si è diversificata in tanti altri rami e quindi come società per azioni deve fare utili e fare opere di carità non paga come infatti la si fà ma come singolo ma come organizzazione centrale manco se vede morire qualcuno per fame sborsa qualcosa ciao

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  2. Come possiamo manifestare meglio questo amore senza ipocrisia?

    RispondiElimina

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